Cronaca | 21 settembre 2019, 08:58

A Vanchiglia va in scena il flash mob pro-vineria: “Tirabusciò capro espiatorio” [FOTO e VIDEO]

A Vanchiglia va in scena il flash mob pro-vineria: “Tirabusciò capro espiatorio” [FOTO e VIDEO]

“Tirabusciò capro espiatorio”: con questo striscione, appeso ieri sera sulle serrande abbassate della vineria di Vanchiglia chiusa una settimana fa per “troppo rumore”, un centinaio di ragazze e ragazzi ha dato vita al programmato flash mob “silenzioso” (e senza alcolici) per dire no a un provvedimento ritenuto esagerato e ingiusto.

A esprimere tutto il disappunto per la situazione è Lorenzo, residente a poche centinaia di metri da Via Tarino: “Il Tirabusciò - dichiara – è una vineria, un posto tranquillo: a 50 metri ci sono locali che fanno molto più casino, tutto questo è vergognoso. Non ci sono possibilità di convivenza se si ha l'intenzione di rovinare dei ragazzi che stanno semplicemente lavorando”. Sulla stessa lunghezza d'onda è anche Viola: “Un locale - aggiunge – può anche dare fastidio ma credo ci siano molti altri modi per trattare le questioni. I signori del palazzo evidentemente non pensano che, così facendo, mettono a repentaglio il futuro di chi lavora lì”.

Tra i presenti c'è anche chi, nonostante qualche anno in più sulle spalle, ha deciso di esprimere la propria solidarietà ai gestori e agli avventori: “Il rumore - dice Floriana, che poco lontano da qui gestisce un'associazione culturale – è un motivo assurdo: quando arrivai a Torino, nel lontano 1974, la città era molto più silenziosa ed infatti eravamo nel pieno degli anni di piombo. Mi sembra giusto conciliare le esigenze di tutti, ma se le strade sono piene di gente sono più sicure”.

Più diplomatico, ma sempre più convinto della necessità di trovare un punto di convergenza è invece l'organizzatore dell'iniziativa Gabriele Rossetto: “Dormire e divertirsi - spiega – sono diritti imprescindibili che non dovrebbero pestarsi i piedi a vicenda. In questo caso il primo ha prevaricato il secondo diventando una questione personale, con delle conseguenze gravi. Dietro a quelle quattro mura c'erano persone che hanno fatto fatica per inseguire un sogno che ora gli è stato strappato; la coesione e l'amicizia che si sono create tra la clientela del Tirabusciò è dimostrazione della qualità del loro lavoro”.

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