Cronaca | 11 luglio 2019, 22:28

Omicidio-suicidio di Cuneo: pronte a scendere in campo anche le Fiamme Gialle

Omicidio-suicidio di Cuneo: pronte a scendere in campo anche le Fiamme Gialle

Soldi, tanti soldi: sono loro i protagonisti assoluti che ruotano intorno all’omicidio - suicidio accaduto giovedì scorso a Cuneo, in via Ponza di San Martino.

È una questione di denaro, quella che ha scatenato la furia omicida di Germano Sciandra, l'uomo di Mondovì che ha ucciso l'imprenditore cuneese Marco Deangelis per poi suicidarsi e sono ancora i soldi, al centro dell’attenzione degli inquirenti che stanno indagando su questo terribile fatto di sangue: i soldi che sarebbero stati ritrovati in contanti nel locale dove è avvenuta la tragedia e poi quelli riportati con annotazioni precise, scritte a mano su un quaderno e lasciato in un cassetto del negozio.

Centinaia di migliaia di euro, forse addirittura 500mila euro, è la cifra di cui parla Sciandra nei suoi deliranti scritti, che avrebbe investito acquistando con Deangelis alcuni negozi di articoli sportivi a Cuneo e a Mondovì. Una cifra enorme e della quale il monregalese non sarebbe più rientrato, perché gli affari non erano andati come lui ed i suoi soci speravano ma anche perché - sempre secondo il 65enne monregalese - l'ex socio ed allora amico, non gli avrebbe pagato in maniera adeguata le quote cedute. Che ci fossero state delle discussioni tra i due per motivi economici, è la stessa vittima che ne ha parlato ad una amica ma, dopo tanti anni, forse pensava che Sciandra avesse smaltito la rabbia e invece non è stato così. Anzi. Quel pensiero è cresciuto negli anni fino a diventare un tarlo che gli ha trafitto la mente, rubandogli la lucidità e trasformandolo in un assassino suicida.

Ormai appurato che il movente di questa tragedia che ha sconvolto le due città dove Sciandra e Deangelis vivevano ed erano molto conosciuti e che ha distrutto due famiglie, è il denaro, le indagini si concentrano anche sul giro d'affari di Marco Deangelis. Socio in diverse attività commerciali e titolare di numerosi immobili - quasi tutti affittati, l'inchiesta sull'omicidio - suicidio potrebbe presto articolarsi in un altro filone, affidato alla Guardia di Finanza. Non è escluso, infatti che gli inquirenti vogliano vederci chiaro sul giro d'affari del Deangelis, considerato appunto, il movente del delitto - suicidio.

Deangelis era un uomo che, in pochi anni, con gli investimenti giusti e molti sacrifici, da insegnante di scuola, era riuscito a trasformarsi in un imprenditore di successo.

“Marco aveva fiuto per gli affari - ha ricordato la sua amica Elena Paschetta - sapeva condurre le trattative nel modo più efficace. Certo cercava sempre di trarne i più alti benefici, ma del resto così è il commercio. Per questo suo piglio deciso a qualcuno poteva anche non piacere ma Marco era un uomo intelligente e capace, disponibile ad aiutare anche le persone in difficoltà".

Dopo la perquisizione eseguita nel negozio di Dimo Sport in via Ponza di San Martino, dove è accaduta la sparatoria e che ha ancora i sigilli del sequestro, sotto la lente degli investigatori sono finiti anche i libri contabili ritrovati nel negozio che presto potrebbero essere passati al setaccio dagli uomini delle Fiamme Gialle, con l'intenzione di risalire ad eventuali creditori o debitori della vittima ma anche verificare se ci fossero anomalie nel suo giro d'affari.

Sospetto nato dal fatto che nel locale dove si è consumato l'omicidio - suicidio, sarebbe stata trovata un'ingente somma di denaro, difficilmente giustificabile con le vendite di articoli sportivi realizzate nello stesso negozio o dagli introiti legati alle sue molteplici attività.

 

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