Politica | 13 giugno 2019, 07:16

Un solo assessorato regionale per la Granda, ma pesante: la Sanità

Un solo assessorato regionale per la Granda, ma pesante: la Sanità

Pensava all’Agricoltura; per una mezza giornata è stato in ballo per il Bilancio; poi la pallina sulla roulette delle deleghe si è fermata sulla Sanità. Luigi Genesio Icardi, funzionario dell’Asl Cn2 Alba-Bra, il leghista più votato nel Cuneese, veleggia verso uno dei comparti più importanti dell’istituzione regionale.

Il sindaco di Santo Stefano Belbo, salvo imprevisti dell’ultima ora, si appresta a raccogliere l’eredità di Antonio Saitta, l’assessorato che assorbe oltre l’80% del bilancio regionale.

Una delega pesante che, dicono quanti gli sono vicini, gli sta facendo passare le notti insonni, ma che al tempo stesso lo inorgoglisce e lo stimola vista l’importanza del settore.

In suo favore hanno giocato due elementi: la politica e la competenza che gli deriva dalla professione.

E – aggiungiamo noi – forse i veti incrociati scattati tra i baroni della Sanità piemontese.

Quello di Icardi – allo stato dell’arte – sembra essere dunque l’unico assessorato che toccherà al Cuneese.

Paolo Bongioanni (Fratelli d’Italia) deve fare i conti con il suo collega torinese di partito, Roberto Rosso, che ha fatto pesare sia l’elevato numero di preferenze conseguite, sia il fatto di essere un politico di lungo corso.

I Fratelli hanno ottenuto, come richiesto dal segretario regionale Fabrizio Comba, i due assessorati.

Uno dei due era stato da subito ipotecato dalla biellese Elena Chiorino, cui dovrebbe toccare il Lavoro e la Formazione professionale, l’altro era in ballo tra Rosso e Bongioanni.

Il neo consigliere cuneese sperava nel Turismo, ma già ieri aveva dovuto realizzare che quella delega non gli sarebbe toccata perché il presidente Alberto Cirio, che quella competenza aveva avuta durante la presidenza di Roberto Cota, intendeva nuovamente avocarla a sé.

Restavano lo Sport e, forse, la Montagna, incarichi che l’ex direttore dell’Atl non avrebbe comunque disdegnato.

Ma l’ostacolo torinese si sta rivelando insormontabile.

La parola fine non è scritta, ma se – come tutto lascia supporre – a FdI verrà attribuita la Cultura andrà a Rosso e “Il Kaimano” si troverà la strada sbarrata.

A questo punto solo un intervento in extremis di Guido Crosetto potrebbe determinare un cambio di rotta.

Ma il tempo stringe e nemmeno dal Gigante di Marene si possono pretendere miracoli.

Oggi sarà una giornata cruciale per apportare le ultime limature alla giunta. Entro domani (venerdì) Cirio vuole chiudere.


 

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