Cronaca | 22 maggio 2019, 14:25

Caporalato nel Saluzzese: stagionali della frutta sottopagati e costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno (VIDEO)

Caporalato nel Saluzzese: stagionali della frutta sottopagati e costretti a lavorare fino a 12 ore al giorno (VIDEO)

"Un fenomeno indegno, una totale assenza di umanità e di vergogna. Abbiamo rilevato, in questa indagine, dei comportamenti indegni e delle condotte odiose: sfruttare chi è già sfruttato, come vampiri intervenire sulle persone che hanno solo le loro braccia e che scappano e vengono qui e fanno ricca questa terra": è questa la sintesi nelle parole del procuratore capo di Cuneo Onelio Dodero. Stamattina ha illustrato, assieme alla dottoressa Chiara Canepa, i dettagli dell'operazione MOMO, che ha riguardato alcune aziende agricole del Saluzzese.

Braccianti agricoli, i cosiddetti stagionali, regolarizzati in modo parziale, sfruttati in modo costante e soprattutto programmato. Con una organizzazione e quindi serialità che ha sconcertato gli inquirenti. "Le indagini, che hanno coinvolto personale della Digos, Spresal e carabinieri dell'Ispettorato del lavoro, sono ancora in corso e temiamo che questa modalità non sia un caso isolato" - hanno evidenziato.

Una modalità, appunto, che ha permesso, per ora, di accertare la posizione di 19 lavoratori, sottopagati (circa 5 euro l'ora, quindi 2,5 euro in meno di quanto previsto dalla legge). Avevano contratti brevi e costantemente rinnovati, venivano chiamati a qualunque ora del giorno e della notte e spesso restavano nei campi a raccogliere frutta anche per 10/12 ore consecutive, anche se formalmente risultava ne lavorassero meno della metà ogni giorno. In 40 in una stanza, per cui veniva loro trattenuta una parte della paga, in condizioni igieniche precarie. Se avevano freddo e volevano una stufa, dovevano ancora pagare. 

Addestrati e muniti di bigliettini in caso di controllo, fingendo spesso di non capire, dovevano dire che lavoravano da pochi mesi e comunicavano un orario di lavoro ovviamente falso.

Tre le misure cautelari, di cui una in carcere: è quella in capo a MOMO, il caporale, cittadino di origine africana, l'intermediario, l'ex lavoratore che, in combutta con i due titolari di varie aziende del Saluzzese, recuperava mano d'opera tra gli stagionali che, ogni anno, vengono sul territorio per la raccolta della frutta. Durante le perquisizioni, gli sono stati trovati alcuni dei bigliettini che distribuiva ai braccianti, oltre che un quaderno in cui annotava i suoi incassi su ognuno di loro. 

"Questa operazione ha un rilievo importante per la pubblica sicurezza e in tema di prevenzione. Voglio evidenziare che su questo fronte - impiego di mano d’opera clandestina e stagionale - l’attenzione da parte degli organi dello Stato, preventivi, investigativi e giudiziari, è massima", ha evidenziato il questore Emanuele Ricifari. E ancora: "Noi non ci fermeremo. La stagione della raccolta è alle porte:  vigileremo con grande scrupolo".

L'indagine ha preso il via a fine luglio 2018. Intercettazioni telefoniche, perquisizioni nelle aziende, sommarie informazioni da parte di questi braccianti. E' emerso che spesso venivano impiegati in attività per cui non erano formati, come l'uso di muletti o carrelli; ancora, erano esposti a pesticidi senza alcuna protezione. Non solo, in caso di proteste, venivano organizzati dei veri e propri tavoli di concertazione in cui il messaggio era semplice: "Se ti lamenti non trovi più lavoro".

Le indagini, come è stato più volte evidenziato, sono allo stadio iniziale, anche perché sono solo 19, al momento, le posizioni acclarate, ma si sospetta che la cosa andasse avanti da almeno un quinquennio. E, soprattutto, si teme che il "modus operandi" potrebbe riguardare altre aziende. L'attenzione da parte degli inquirenti, con l'apertura della stagione 2019, sarà massima. 

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