Cronaca | 17 maggio 2019, 19:08

Salvini come il Duce, da Torino solidarietà alla professoressa sospesa: “Noi come lei, arrestateci tutti”

Salvini come il Duce, da Torino solidarietà alla professoressa sospesa: “Noi come lei, arrestateci tutti”

Solidarietà da Torino nei confronti di Rosa Maria Dell’Aria, la professoressa siciliana sospesa per due settimane perché i suoi studenti a Palermo, in un video, avevano paragonato il Decreto Sicurezza di Salvini alle leggi razziali promulgate nel 1938. A scatenare le polemiche, in particolare, una slide in cui si vedeva affiancata l’immagine del ministro Matteo Salvini a quella di Benito Mussolini.

A difendere l’operato dell’insegnante è l’Istituto Professionale Statale J.B. Beccari di Torino, che ha deciso di inviare una lettera al Ministero per la Pubblica Istruzione, oltre che per conoscenza all’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte.

Di seguito, ecco il testo della missiva: “I sottoscritti docenti, il personale ATA dell’Istituto Professionale Statale “Beccari” di Torino e il dirigente scolastico dichiarano quanto segue:  in merito al caso della professoressa Rosa Maria Dell’Aria, che ha consentito agli studenti di esprimere il proprio parere e liberare il proprio pensiero nella realizzazione di un’attività didattica e che, per questo, è stata ingiustamente sospesa, si rende noto e si fa pubblica denuncia che all’Istituto Beccari di Torino sarebbe successa la stessa cosa".

"I docenti di questo istituto consentono ai propri studenti di esprimere le loro opinioni ed incentivano il libero pensiero, anche questi non sono condivisi e anche quando non sono allineati al pensiero dominante. In virtù di quanto sopra, tutti i sottoscritti docenti, compreso il dirigente scolastico, sono ugualmente colpevoli. Sospendetici tutti. Arrestateci tutti. Solidarietà a Rosa Maria Dell’Aria. Solidarietà agli studenti. Continuate così: siate la nostra speranza”.

A pubblicare la missiva su Facebook, che in poche ore ha raccolto un gran numero di condivisioni, il dirigente scolastico Pietro Rapisarda.

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