Cronaca | 19 aprile 2019, 15:03

Sanremo: cinque quadri rubati nell'androne di un palazzo ad una pittrice che stava per esporli, quando le idee vanno 'a ruba'

Sanremo: cinque quadri rubati nell'androne di un palazzo ad una pittrice che stava per esporli, quando le idee vanno 'a ruba'

“Subire un furto è sempre un trauma ma quando la refurtiva è una installazione artistica che è costata impegno e passione il dolore è tanto”. Lo ha detto la pittrice sanremese Marta Laveneziana che, nei giorni scorsi è stata derubata di cinque quadri, che ha realizzato negli ultimi mesi, pronti per essere esposti, dal 2 al 5 maggio a Villa Boselli di Arma di Taggia, insieme ad altre opere che hanno come tema ‘Tele&Visioni racconti dal corpo alla tela’.

Il furto è stato subito da Marta Laveneziana, mentre erano state sistemate nell'androne del palazzo in cui vive, in piazza Eroi Sanremesi. L'artista ha subito sporto denuncia ai Carabinieri che, dopo il sopralluogo ed i riscontri ottenuti, hanno avviato le indagini sul caso, alla ricerca dei colpevoli.

I quadri rubati sono installazioni che hanno la particolarità di essere state realizzate in tre fasi: dapprima i Body-painting che ha personalmente dipinto sul corpo di modelle, colleghe artiste e amici, in varie stagioni della mia carriera e che numerosi fotografi hanno ritratto. In seguito ha selezionato le foto più significative per realizzare delle stampe su tela che hanno, nella seconda fase, subito un ulteriore elaborazione pittorica pensata è ricercata per raccontare un pensiero dell’animo. La terza fase è il respiro espresso da una poesia per ogni quadro scritta da me e che chiamo ‘didascalia poetica’: “Un percorso profondo che mi identifica – prosegue Marta Laveneziana - e che coniuga diverse espressioni artistiche e che ho esposto, con il consenso della critica, in una personale a Bordighera. In procinto della nuova mostra che effettuerò ad Arma ho intenzione di preparare un omaggio alle tele rubate, certa che i visitatori potranno godere delle restanti installazioni scampate al furto”.

Nella stessa mostra Marta Laveneziana dedicherà un angolo anche ad altri miei lavori e verrà dedicata una giornata alla recitazione delle poesie ed una alla realizzazione del body painting live: “Sono molto dispiaciuta e provata dall’aver subito questo furto che porta con sé tanta viltà e  disonestà. Non sono un artista ‘famosa’ così come si intende il termine famoso ed in realtà gli artisti per come li intendo io non puntano alla fama ma puntano a poter comunicare costantemente il loro pensiero, puntano ad arrivare al cuore e alla pancia delle persone così da poterne scuotere gli animi. Il furto di queste cinque tele, che spero comunque di ritrovare, ha prodotto la perdita di un percorso comunicativo di mesi, di piccoli storie nelle quali ci si poteva ritrovare. Sto quindi cercando di fare di questa perdita un'opportunità di ulteriore ricerca. Di questa nuova intenzione devo ringraziare anche tutte le persone che mi stanno aiutando e mi sono vicine perché conoscono quanto impegno io metta in questo, quanto la mia vita non sia così semplice e quanto sacrificio io metta nell'arte senza aspettarmi nulla. Invito più persone possibili alla mia mostra di Arma di Taggia, per condividere e parlare di quello che è rimasto del mio lavoro ma le scrivo anche e soprattutto per che spero che le persone che mi hanno fatto questa cosa si ravvedano o che qualcuno a conoscenza del fatto mi aiuti”.

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