Cronaca | 17 aprile 2019, 16:06

Quarantenne a processo per spaccio, violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia

Quarantenne a processo per spaccio, violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia

Le gravi accuse mosse nei suoi confronti dal pm Chiara Canepa sono di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti a minori, violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. Secondo la ricostruzione della Procura l’imputato avrebbe iniziato all’assunzione di cocaina e crack la figlia diciassettenne della moglie, il suo ragazzo e un’amica, anch’essa minorenne. Questa, costituita parte civile, sarebbe stata anche vittima di molestie sessuali.

L’uomo, un italiano quarantenne residente nel Saluzzese a processo davanti al tribunale collegiale di Cuneo, era rimasto coinvolto in un’operazione antidroga condotta dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Saluzzo nei confronti di due giovani africani.

L’ex marito della moglie dell’imputato, padre della diciassettenne Alessia (nome di fantasia, ndr) in aula ha raccontato che una notte di febbraio 2018 la figlia, che abitava con lui, sparì: “La rividi soltanto nel pomeriggio del giorno dopo. Era strafatta, non si reggeva in piedi, l’accompagnai in pronto soccorso”. Alessia disse al padre che quella notte era andata a Torino con il patrigno. Lì avevano acquistato del crack: “Venni a sapere che non era la prima volta che si drogava, era stato l’imputato a insegnarle a fumarlo”. La ragazza avrebbe inoltre raccontato al padre dei litigi fra la madre e il patrigno e dei presunti maltrattamenti subiti dalla donna: “I carabinieri erano erano intervenuti più volte a casa loro”, ha riferito il teste.

Dopo essere stata dimessa dall’ospedale, la ragazza aveva seguito un programma di disintossicazione presso il Sert di Saluzzo.

Il suo ex fidanzato ha testimoniato di come l’imputato gli insegnò a fumare il crack: “La prima volta ero stato male, ma poi mi veniva subito voglia di rifarlo. C’erano anche Alessia e un’amica”. Quest’ultima avrebbe subito le molestie: “Con la scusa che non sapeva accendere la pipetta si metteva dietro di lei e la toccava da tutte le parti. Lei era spaventata, cercava di evitarlo”.

Ti potrebbero interessare anche: