Politica | 15 aprile 2019, 13:00

A Paesana l’ultimo Consiglio comunale di Mario Anselmo: sindaco per tre legislature, amministratore pubblico da oltre 25 anni

A Paesana l’ultimo Consiglio comunale di Mario Anselmo: sindaco per tre legislature, amministratore pubblico da oltre 25 anni

Quella che suonerà nel Consiglio comunale di domani sera (16 aprile) sarà l’ultima campanella da sindaco di Paesana.

Mario Anselmo, 68 anni, si appresta a concludere il suo terzo mandato da primo cittadino paesanese, dopo quindi 15 anni alla guida del Municipio.

Dopo esser stato ai banchi dell’opposizione, nella legislatura di Oreste Garellis primo cittadino (dal 1994 al 1999), venne eletto per la prima volta a sindaco nel giugno del 2004.

Il suo insediamento avvenne dopo 16 mesi di commissariamento. Da marzo del 2003 a giugno del 2004, infatti, il paese fu governato dal viceprefetto Lorella Masoero, nella veste di commissario prefettizio.

Paesana venne commissariata in seguito alla mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Giovanni Battista Mattio. Erano gli anni in cui, ai banchi dell’opposizione, c’era il gruppo guidato da Claudio Blengino.

Dopo numerose frizioni all’interno della Giunta, Mattio revocò le deleghe di Anselmo (che all’epoca era assessore a Bilancio e Personale) e quest’ultimo, insieme all’allora collega di Giunta Rosina Peiretti, gli mosse la mozione di sfiducia, che ottenne la maggioranza nel Consiglio comunale, riunitosi non nella tradizionale location della sala del Municipio, ma nella sala incontri di via Roma, gremita di spettatori.

La frattura insanabile tra Mattio e Anselmo si ebbe in merito alla costruzione del “Monumento ai Piemontesi nel mondo”, che ancora oggi campeggia lungo via Nazionale, all’altezza del piazzale degli impianti sportivi.

Un’opera fortemente voluta dal sindaco, sulla quale Anselmo sollevo più di un dubbio, considerati anche i costi. La diversità di vedute si risolse con la revoca delle deleghe, a nemmeno due anni di distanza dalle elezioni.

Sfiduciato, Mattio sindaco cadde a marzo del 2003, un anno e tre mesi in anticipo rispetto alla scadenza naturale del suo mandato.

La Prefettura mandò in paese il viceprefetto Masoero, che per 17 mesi portò avanti l’ordinaria amministrazione del Comune.

Alla campagna elettorale del 2004 si ripresentò lo scontro fra Anselmo e Mattio: la “partita” elettorale si chiuse con 1298 voti a 601 in favore di Anselmo, eletto sindaco con il 68% dei voti. Mattio rassegnò le dimissioni, dopo che Raimondo Sacco, ex sindaco di Sanfront e membro di spicco della sua lista (il più votato) venne dichiarato ineleggibile.

Risultò che Sacco, all’atto della presentazione delle liste elettorali a Paesana, era ancora consigliere comunale di Sanfront. Non avendo presentato le dimissioni in tempo utile, fu dichiarato ineleggibile e non approdò ai banchi del Consiglio comunale.

Terminato il primo mandato, nonostante i primi tentennamenti iniziali, Anselmo tornò a ripresentarsi al giudizio degli elettori. A sfidarlo, nella campagna elettorale in vista delle elezioni del giugno 2009, si presentò Enrico Miolano.

Lo scenario determinato dai risultati elettorali, però, fu pressoché sovrapponibile a quello di cinque anni prima: 690 voti per Miolano, 1176 per Anselmo, eletto sindaco per il secondo mandato consecutivo con il 63% dei consensi.

Terminato il suo decennio da primo cittadino, nella primavera del 2014, il testimone di Anselmo sembrava destinato a passare nelle mani Emanuele Vaudano, assessore uscente.

Poi, nell’aprile del 2014, il “decreto Delrio”, voluto dall’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, introdusse la possibilità del terzo mandato per i sindaci dei piccoli Comuni. Così, Anselmo, torno della partita, candidandosi a sindaco contro lo sfidante Sergio Beccio.

La forbice del divario elettorale tra i due, rispetto alle elezioni del 2004 e del 2009, si assottigliò drasticamente: lo scrutinio terminò 876 a 832. Mario Anselmo, dopo due risultati pressoché plebiscitari, la spuntò per soli 44 voti (51 a 48 in termini percentuali), ma venne comunque eletto per il suo terzo mandato consecutivo.

Negli anni Anselmo ha seduto anche ai banchi dell’allora Consiglio di Comunità montana Valli Po, Bronda e Infernotto, per poi assumere la presidenza dell’Unione montana dei Comuni del Monviso, sotto la sua guida sin dall’atto costitutivo dell’11 marzo 2014.

Il Consiglio comunale di domani sera segnerà l’avvio verso la fine di un’era storica del paese. quella di Mario Anselmo, sindaco per 15 anni e amministratore pubblico da oltre 25 anni.

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