Eventi e Turismo | 23 marzo 2019, 12:21

Vittorio Brumotti al Castello della Manta: “Uno dei luogi più magici del Fai”

Vittorio Brumotti al Castello della Manta: “Uno dei luogi più magici del Fai”

 

“Uno dei luogi più magici del Fai”. Vittorio Brumotti, celebre inviato di “Striscia la Notizia” nonché ambasciatore del Fai, descrive così il Castello della Manta nel servizio andato in onda venerdì 22 marzo.

Entra nel maniero in sella alla sua immancabile bicicletta, scalando i gradoni e facendosi strada tra le sale e le cucine. Con lui anche il vicepresidente del Fai Marco Magnifico.

“#tuchepuoiFAI. Girate l'Italia, conoscetela e riempite il vostro spazio e il vostro tempo con cose belle”, dicono Brumotti e Magnifico che, grazie all'acqua della giovinezza bevuta nella bellissima sala degli eroi e delle eroine, ritornano adolescenti. Un trucco televisivo divertente per sponsorizzare le Giornate Fai di Primavera: sabato 23 e domenica 24 marzo è il weekend dedicato al patrimonio culturale italiano in cui saranno aperti 1.100 luoghi del Fai.

Guarda il servizio di Striscia:

https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/fai-il-castello-della-manta_46491.shtml?fbclid=IwAR0ZMmZJdgvZlBvP6NSxldTH25FWL_u9otQvymbWaVFAOOu6swkdeo0IcQ0


Il Castello della Manta era stato donato al FAI da Elisabetta De Rege Provana, nel 1985

Nata nel XIII secolo come avamposto militare, la roccaforte subì un’importante trasformazione nel Quattrocento grazie al colto e illuminato Valerano, signore e reggente del Marchesato di Saluzzo, che la trasformò in una fastosa dimora di famiglia in concomitanza con l’istituzione del feudo della Manta. Fu lui a volere arricchire la Sala Baronale con i bellissimi affreschi che oggi costituiscono testimonianze uniche della cultura cavalleresca del tempo. Sulla parete sud, il mito dell’eterna giovinezza, ispirato a un romanzo cavalleresco, il "Roman de Fauvel", è raffigurato dalla fontana della giovinezza, sormontata dal dio Amore.

Sul lato opposto della sala, vegliano nove prodi eroi e nove eroine dell’antichità classica che, in abiti quattrocenteschi, raffigurano gli ideali cavallereschi delle virtù militari e morali. Intorno alla metà del XVI secolo, il complesso quattrocentesco fu oggetto di nuove trasformazioni e a questo periodo risale il Salone delle Grottesche, caratterizzato da uno splendido soffitto decorato con dipinti e stucchi di chiara impronta manierista, ispirati a quelli delle Logge di Raffaello in Vaticano.
Da visitare anche gli ambienti di servizio con le cantine e il cucinone con la gran volta a botte e un grandioso camino, la chiesa castellana, voluta da Valerano e impreziosita con importanti affreschi dedicati alla Passione di Cristo, e, infine, il parco ampio ed ombreggiato da cui si gode di un’incantevole vista sulle ridenti colline della val Varaita.

Il Castello della Manta fa parte del progetto "Les Ducs des Alpes/I Duchi delle Alpi" , un itinerario dedicato alla storia del Casato dei Savoia.


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