Politica | 15 marzo 2019, 10:05

Rete Nazionale dei registri tumori e referto epidemiologico: una grande vittoria per salute, ambiente e prevenzione

Rete Nazionale dei registri tumori e referto epidemiologico: una grande vittoria per salute, ambiente e prevenzione

L’istituzione della rete nazionale del registro tumori e del referto epidemiologico è diventata legge alla Camera dei Deputati.

La deputata ligure Leda Volpi (M5S) interviene così: “Da oggi una battaglia storica del MoVimento 5 Stelle ha raggiunto il traguardo e la lotta contro i tumori e le altre malattie legate anche a fattori ambientali ha un’arma in più.

In Italia esistono 47 registri tumori su base locale, con una copertura di circa il 70% del territorio nazionale, ma manca una rete nazionale aggiornata che integri ed analizzi i dati a livello centrale. Con l’istituzione della rete l’obiettivo è arrivare al 100% della copertura completa del territorio nazionale; sarà così possibile studiare i dati su incidenza, mortalità e correlazione tra patologia oncologica e fattori ambientali su tutto il territorio nazionale, soprattutto in alcune zone del nostro Paese con forte incidenza tumorale. I tumori sono una malattia a genesi multifattoriale, cioè dovuti ad una componente di predisposizione genetica e ad una componente (nella maggior parte dei casi più incisiva) ambientale. Ecco perché con il registro sarà più facile capire se ci sono fattori di rischio ambientali significativi. Solo così sarà possibile dimostrare l’esistenza delle tante “terre dei fuochi” da Nord a Sud”.

In Liguria nel 2018 sono stati stimati 11.950 nuovi casi di tumore (6.150 uomini e 5.800 donne), secondo il rapporto “I numeri del cancro in Italia 2018”, realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM)e dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM). Si parla di casi “stimati” perché in Liguria il Registro Tumori è attivo solo nella provincia di Genova.

Insieme alla Rete nazionale dei registri dei tumori, è stato istituito anche il Referto Epidemiologico. Prosegue Leda Volpi “Si tratta di uno strumento importantissimo per medici e ricercatori per stabilire, grazie a dati certi, se alcune malattie insorgenti in un determinato territorio sono correlate a fattori ambientali, come i rifiuti tossici, lo smog, sversamenti e inquinamento industriale.

Finalmente avremo dati pubblici, completi e sempre aggiornati su incidenza e mortalità di varie patologie su tutto il territorio nazionale, una sorta di “fotografia” della salute dei cittadini.

Si parte dai dati sanitari per arrivare ad evidenziare le malattie in eccesso in una data comunità, individuare le relative cause e quindi poter in ultima fase eliminare le fonti di malattia.  Per questo fine è importante analizzare non solo l’incidenza dei tumori ma anche le malattie respiratorie e cardiovascolari che, come insegna l’esperienza di Vado Ligure, rappresentano una quota assolutamente non trascurabile di malattie associate all’inquinamento.

In Italia fino ad ora si è rivolta poca attenzione all’epidemiologia ed alla prevenzione. Questo è il primo passo verso un rilancio della prevenzione e della promozione della salute, che sappiamo essere strettamente connessa all’ambiente in cui viviamo e in cui lavoriamo”.

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