Politica | 15 marzo 2019, 22:05

Regionali, dieci punti per Cinque stelle: inizia la volata di Giorgio Bertola: "Parlano di grandi opere e poi non sanno finire un grattacielo di 40 piani"

Regionali, dieci punti per Cinque stelle: inizia la volata di Giorgio Bertola: "Parlano di grandi opere e poi non sanno finire un grattacielo di 40 piani"

Prende velocità la corsa verso le elezioni Regionali. E mentre nel centrodestra regna ancora l'incertezza sul nome del candidato - anche se i riflettori si stanno concentrando insistentemente su Alberto Cirio - decisamente più chiara appare la situazione negli altri due "poli".

Quello di centrosinistra, che vedrà ancora una volta ai nastri di partenza Sergio Chiamparino, governatore uscente e quello del Movimento Cinque Stelle, che invece ha scelto Giorgio Bertola. E lui ha presentato il suo programma davanti a tutto lo stato maggiore dei Cinque Stelle, seduto nelle prime file della sede ATC di corso Dante, a cominciare dalla sindaca Chiara Appendino e i consiglieri regionali grillini.

E proprio Bertola ha voluto raccogliere in dieci punti (dieci "passi") il proprio programma elettorale da proporre ai piemontesi. "Interventi realizzabili da subito, per dare una svolta alla nostra Regione che negli ultimi 10-15 anni è stata affossata da giunte di destra e di sinistra - dice Bertola - per un Piemonte che finalmente Cambia Passo. Dieci punti per riportare il Piemonte in vetta, progetti semplici ed utili ai cittadini". "Questa è la nostra idea di Piemonte, che deriva da quell'energia del 2007 e poi con la prima lista alle Regionali del 2010".

Si spazia da Sanità e salute (di certo una delle tematiche centrali per l'amministrazione regionale), con liste d'attesa zero, prenotazioni con un clic (o un sms, al massimo una telefonata) ai trasporti, coinvolgendo anche le aree marginali e riaprendo le ferrovie chiuse. E ancora: lavoro e occupazione, imprese e sviluppo, ambiente, famiglie, sostegno al reddito, made in Piemonte, agricoltura e territorio, cultura. Ovviamente senza ignorare il tema TAV.

Argomento forte, i vitalizi e i tagli spesso dribblati da chi è stato consigliere regionale in passato. Ma anche il Grattacielo della Regione, la cui prima pietra è stata posata nel 2011 "e non è stato ancora terminato e con un prezzo finale molto superiore a quello preventivato all'inizio. Non sono capaci a finire un palazzo di 40 piani e poi parlano di Grandi opere". Fino ai derivati (e alla conoscenza dell'inglese per la stesura delle clausole) e ai tempi di attesa per fare un esame con il Servizio sanitario. Il tutto in una specie di quizzone, con Bertola che pone le domande e interroga la platea sul vero e falso. Così ci si interroga sulle ore che "Berto" ha perso per aspettare un treno in ritardo, o sui chilometri di linee ferroviarie sospese sui 1900 chilometri totali (535 la risposta esatta).

"Mentre Chiamparino pensa a un buco nella montagna noi vogliamo occuparci di questi 535 chilometri che servono tutti i giorni ai piemontesi". Applausi a scena aperta, così come per Davide Bono, primo consigliere grillino che è entrato in Regione. "Siamo stati l'unico gruppo a uscire indenne da Rimborsopoli, subito archiviati. Ma un altro scandalo è quello di Finpiemonte, perché la sinistra ha la fissa di avere una banca, evidentemente. I processi sono in corso, ma le responsabilità politiche sono chiare, visto che non sono stati in grado di mettere in piedi un adeguato sistema di controllo. La giunta Chiamparino dovrebbe andare a casa già solo per questo".

"Noi siamo cittadini normali, volgiamo rimanere cittadini normali e torneremo alla nostra vita normale. Ecco perché noi 7 consiglieri del Piemonte abbiamo restituito 1.595.404,27 euro in questa legislatura per sostenere interventi necessari e urgenti", dice ancora Bertola, incassando un altro applauso dai presenti.

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