Politica | 14 marzo 2019, 20:45

Giulia Negri e la sua candidatura a sindaco di Roburent: "Ecco perché mi sono messa in gioco"

Giulia Negri e la sua candidatura a sindaco di Roburent: "Ecco perché mi sono messa in gioco"

Sabato 2 marzo, proprio su queste colonne, Giulia Negri ufficializzava la sua candidatura a sindaco del Comune di Roburent, a poco meno di due anni di distanza dall'ultima campagna elettorale da cui uscì sconfitta per una manciata di voti.

Oggi, l'avvocato 40enne torna a parlare, per motivare le ragioni alla base della sua decisione di ritentare la corsa alla fascia tricolore.

"Mi sono candidata a sindaco per le elezioni del Comune di Roburent - dichiara -, perché sono appoggiata da una squadra forte, fatta di imprenditori e famiglie che credono nel territorio, che hanno scelto di credere nel nostro paese per vivere, crescere e lavorare. Persone che non hanno scopi personali, non ricercano visibilità politica, che non sono all'inizio o alla fine di una carriera professionale, ma che amano il territorio, lavorano sul territorio e hanno necessità che questo sia caratterizzato da un'economia florida.

La volontà della squadra di 'Sviluppo e Territorio' è quella di restituire a Roburent il lustro dei tempi passati e la prosperità economica che consenta alle famiglie la possibilità di vivere e lavorare in loco. Ci stiamo attivando con energie individuali e ampi contatti esterni per procacciare investimenti e ricercare opportunità che utilizzeremo, in caso di vittoria, per dare una rapida accelerata al rilancio del nostro Comune.

Riteniamo che la gestione territoriale debba coinvolgere gli attori economici, che non debba esserci un muro di distacco tra il Comune e le attività, anzi: deve esserci volontà di interazione e crescita condivisa.

Il Comune deve aiutare chi lavora sul nostro territorio, deve sostenere chi vive sul nostro territorio e deve incentivare chi vi si avvicina. Se saremo eletti, amministreremo in questo modo.

Dobbiamo imparare da chi vicino a noi, nonostante il periodo di crisi, è comunque cresciuto sfruttando le opportunità fornite dai finanziamenti elargiti dalla Comunità Europea e da una ricchezza che nessuno può toglierci, quella dell'ambiente in cui viviamo. Il nostro più grande male è stata l'omertà in cui abbiamo vissuto negli ultimi vent'anni: non si poteva dire, non bisognava fare, solo pochi potevano sapere. È ora di dire basta. Non bisogna tenere nascoste le cose negative per paura di fare brutta pubblicità e, per contro, occorre farne di buone e dar loro grande risalto. 

È assurdo negare la regressione in cui ci hanno traghettato le passate amministrazioni e in cui ci manterranno i 'rimpasti' che si stanno creando. Chi viene a Roburent osserva lo stato di abbandono in cui è stato lasciato il nostro territorio e tutti ci dicono che è assurdo che nessuno ne parli, in quanto tutto questo è sinonimo dell'immobilità della pubblica amministrazione. Il nostro motto sarà 'Ripartire e farlo in fretta', al fine di far parlare bene di Roburent e delle sue frazioni ed essere vicini a chi lavora e chi vive nel nostro Comune".

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