Cronaca | 21 febbraio 2019, 16:32

Pensioni “gonfiate”: continua il processo contro quattro ex sindacalisti accusati di truffa ai danni dell’INPS

Pensioni “gonfiate”: continua il processo contro quattro ex sindacalisti accusati di truffa ai danni dell’INPS

L’accusa mossa dalla pm Carla Longo nei confronti degli ex docenti G.D., P.R., C.B., e M.C., è di aver percepito dal sindacato indennità aggiuntive mensili non giustificate con conseguente versamento delle contribuzioni, maturando così il diritto a ricevere, oltre al normale trattamento pensionistico, una ulteriore pensione.

Questa mattina in tribunale a Cuneo sono stati sentiti altri testi nel processo contro i quattro ex sindacalisti dello Snals (sindacato dei lavoratori della scuola) che hanno ricoperto incarichi a livello provinciale e nazionale, accusati di truffa aggravata ai danni dell’INPS, costituito parte civile.

Dalle indagini della Guardia di Finanza sarebbe emerso che dai rendiconti annualmente predisposti, dalla documentazione delle spese sostenute dal sindacato e dalla documentazione bancaria, il sindacato non avrebbe avuto la disponibilità finanziaria per corrispondere i compensi aggiuntivi. La loro deliberazione aveva fatto scattare il diritto a ricevere una quota pensionistica integrativa, calcolata secondo il metodo retributivo, ovvero sulla base della retribuzione dell’ultimo anno di attività.

Di fatto, era stato applicato il decreto legislativo 564/96, grazie al quale un gran numero di sindacalisti avevano potuto ottenere una pensione più alta.

I testimoni di oggi hanno riferito sugli impegni fissi e continuativi svolti dagli imputati (docenti in distacco sindacale) nell’ambito del loro impegno all’interno del sindacato, negli anni che vanno dal 2005 al 2009. I contributi aggiuntivi sarebbero stati corrisposti legittimamente a fronte dell’aumento dell’impegno profuso in occasione sia di eventi straordinari, come le elezioni degli Rsu, sia per per i ruoli ricoperti, come nel caso di G.D. e C.B. che furono segretarie provinciali del sindacato, e di M.C. che si spostava nei vari sportelli provinciali del patronato.

L’udienza è stata rinviata al 20 maggio per il proseguimento dell’istruttoria.


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