Politica | giovedì 11 ottobre 2018, 14:56

Coldiretti Imperia: aumentano i danni causati dai cinghiali ma le domande di risarcimento non crescono

Coldiretti Imperia: aumentano i danni causati dai cinghiali ma le domande di risarcimento non crescono

Per la provincia di Imperia 47 domande di indennizzo presentate nel 2017 a fronte di 33 per il 2018: anche se il numero delle domande cala, i danni alle aziende agricole del territorio  non accennano a diminuire, come non diminuisce il numero di cinghiali nel ponente ligure, che mettono a rischio l’economia delle aziende agricole della zona, la sicurezza stradale e la sicurezza sanitaria animale.  

Commenta Coldiretti Imperia, sottolineando che la situazione necessita di interventi immediati per contenere il numero e cercare di porre un freno ai danni causati alle aziende agricole, che,  esasperate oltre che dagli animali dalla complessità degli accertamenti e dai ritardi negli indennizzi, sono arrivate a non presentare nemmeno più denuncia per le incursioni in azienda. Arrivando meno segnalazioni si perde un elemento importante per il monitoraggio regionale degli animali selvatici, e si rischia di sottovalutare una problematica conclamata da decenni e di restare spettatori inermi di una popolazione di ungulati che continua a crescere e a minare la sicurezza e la salute pubblica. 

A rischio c’è anche la popolazione animale, come in Belgio, dove sono stati registrati casi di peste suina africana (non trasmettibile all’uomo); Coldiretti ha chiesto, anche per la Liguria, l’intervento dell’Istituto Zooprofilattico di Torino per un primo studio tecnico sull’impatto del rischio e sulle modalità di contenimento del virus.

“Purtroppo la situazione in tutti questi mesi – affermano il Presidente di Coldiretti Imperia Gianluca Boeri e il Direttore di Coldiretti Imperia Domenico Pautasso -  non si è risolta, anzi in molte zone, soprattutto nell’entroterra, si è acuita. Preso atto che non è un problema delle sole aziende agricole colpite, ma che è in gioco l’economia di intere aree della regione, nonché l’equilibrio del nostro territorio dove, l’abbandono da parte delle aziende causerebbe danni incalcolabili al patrimonio ambientale e paesaggistico, bisogna intervenire prima che sia troppo tardi con un’azione forte e risolutiva. Come Coldiretti Imperia ribadiamo la necessità di portare avanti gli studi sulla sterilizzazione con esca, pratica già attiva in altri Paesi europei, che controllerebbe la fertilità dei capi e ne permetterebbe la riduzione del numero a lungo termine. Noi ci auguriamo che le Istituzioni Regionali prendano in seria considerazione questa pratica, predisponendo un piano di finanziamento e studio che porti ad una sperimentazione vera sul territorio. In attesa dell’auspicata entrata in uso di questa azione si sottolinea l’importanza dell’utilizzo delle misure contenute nel decalogo presentato da Coldiretti Liguria alla Regione”.   

Fra le misure contenute nel decalogo c’è  la necessità di intervenire per la semplificazione della legge regionale in materia di autotutela del fondo agricolo, che conta ad oggi solo 10 titolari d’azienda in possesso di regolare porto d’armi autorizzati,  di adottare la rotazione delle squadre di caccia anche da fuori regione, di predisporre il monitoraggio online degli abbattimenti per evitare il consueto mancato raggiungimento degli obiettivi, di incrementare l’utilizzo di recinti e gabbie di cattura, e di togliere il risarcimento dal regime De Minimis.  

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