Sport | martedì 25 settembre 2018, 07:26

Sport e impianti: dal Friuli l'esempio che Cuneo dovrebbe seguire per aiutare lo sci nordico

Poche settimane fa tanti giovani cuneesi sono partiti in direzione Forni Avoltri dove, presso il Carnia Arena International Biathlon Centre, hanno partecipato al Campionato Italiano Estivo di fondo e biathlon. Un viaggio di oltre sette ore per disputare delle gare in un impianto bellissimo tra le montagne della Carnia. Un percorso asfaltato dove fondisti e biatleti, oltre che ovviamente skirollisti, possono allenarsi nel migliore dei modi perché composto da diverse salite e discese, oltre che un poligono omologato per gare internazionali.

Un luogo che non a caso è stato utilissimo negli ultimi anni per i giovani ragazzi friulani, tanto che tra fondo e biathlon sono tanti gli atleti di quella località che oggi compongono le varie nazionali azzurre. Nel biathlon la sappadina Lisa Vittozzi è l’astro nascente nel panorama internazionale, Giuseppe Montello è un elemento di spicco della nazionale maschile, mentre Daniele Cappellari ha esordito lo scorso anno in Coppa del Mondo, nonostante fosse ancora junior. Tutti si sono formati presso la Carnia Arena, come altri giovani delle nazionali e diversi fondisti. Non è un caso che nelle squadre giovanili azzurre di fondo ci siano tantissimi friulani, tra i quali molti di altissimo livello come Luca Del Fabbro e Davide Graz, primi nel ranking mondiale rispettivamente come classe 1999 e 2000, oppure Martin Coradazzi e Cristina Pittin, entrati lo scorso anno nel Centro Sportivo Esercito. Questo perché tutti questi atleti hanno avuto la possibilità di allenarsi quotidianamente nell’impianto di Forni Avoltri con a loro disposizione un tecnico molto preparato come Mirco Romanin, che non a caso è stato chiamato quest’anno ad allenare la nazionale juniores di biathlon.

Il confronto con Cuneo, in questo senso è imbarazzante. Dalle Olimpiadi di Torino 2006 la città ha ereditato soltanto un pistino per il fondo, per nulla allenante e rimasto infatti inutilizzato, così i giovani atleti della zona nel periodo estivo sono costretti ad allenarsi spesso per strada, dove però lo skiroll sarebbe vietato. Addirittura nella sola Entracque, dove lo Sci Club Entracque Alpi Marittime, è molto attivo e avvicina agli sport invernali tantissimi giovani della zona e ha aiutato a formarsi tanti biatleti che oggi sono professionisti, la Provincia ha attaccato dei cartelli ad hoc con il divieto di skiroll.

Come fare quindi? In tutta la Granda sono tanti gli sci club attivissimi, dalla Valle Pesio alla Valle Gesso, dalla Valle Stura alla Valle Maira e Val Varaita, molti i giovani appassionati che provano a portare avanti il proprio sogno, aiutati da tecnici preparatissimi della zona che fanno mille sacrifici per permettergli di portare avanti questa attività (qualcuno ha anche comprato il pulmino a spese proprie per portare i ragazzi in trasferta, ndr). Allora, se gli skiroll sono vietati per strada, perché non aiutare questi ragazzi e gli sci club mettendo a loro disposizione un impianto completo per permettergli di allenarsi, divertirsi, giocare, ma soprattutto fare sport? Di tecnici preparati da mettere a disposizione degli atleti nella provincia ce ne sono tanti, non a caso Paolo Rivero e Samantha Plafoni sono nel giro delle nazionali di fondo e biathlon, Alessandro Fiandino è allenatore nel Centro Sportivo Esercito, poi ci sono Andrea Gola, Matteo Giordan, Amos Pepino e altri giovani (vedi Rachele Fanesi) che hanno iniziato ad allenare.

Allora perché non mettere a disposizione di questi ragazzi un impianto con pista da skiroll asfaltata con un poligono e degli allenatori in grado di allenarli quotidianamente? Una domanda che ci auguriamo possa trovare presto una risposta, anche perché la costruzione di un impianto del genere potrebbe favorire anche la visibilità e la promozione del comparto maestri e scuole sci, attraverso l'organizzazione di eventi e manifestazioni.

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