Cronaca | venerdì 14 settembre 2018, 16:08

In due a processo per interruzione di pubblico servizio per il trasporto dei disabili: il pm chiede la condanna a sette mesi

E’ alle battute finali il processo che vede imputati P.L.O. e R.M., lombardi, rispettivamente presidente e procuratore all’epoca dei fatti di una ditta di servizi di mobilità con sede nella provincia di Verona. I due sono accusati di interruzione di pubblico servizio.

Il Comune di Saluzzo e il consorzio “Monviso Solidale” si sono costituiti parte civile. Negli anni 2012 e 2013 il Comune aveva preso accordi con la società per il trasporto di disabili nella zona di Saluzzo a mezzo di due furgoni Doblò attrezzati con pedana. Il contratto, in comodato d’uso gratuito, avrebbe dovuto avere una durata quadriennale ma fu interrotto perché i due veicoli erano stati ritirati dalla società di leasing che li aveva locati.

A inizio 2015 furono restituiti i Doblò e il Comune fu costretto ad acquistare un furgone a proprie spese. Anche il consorzio “Monviso Solidale” si era affidato alla società degli imputati per ottenere un pulmino per gli spostamenti dei disabili nelle valli. Le spese dovevano essere coperte da alcuni sponsor mediante affissione di pubblicità sui mezzi, alcuni avevano già pagato, ma anche in questo caso arrivò la comunicazione della ditta proprietaria che doveva ritirare il mezzo perché gli altri non pagavano il leasing.

“Eravamo in difficoltà perché non ci avevano dilazionato le rate di leasing”, ha spiegato oggi in tribunale P.L.O.. “Inoltre alcuni sponsor erano stati insolventi. Ma R.M. se n’era andato dalla società portando con sé appalti già perfezionati, facendo così mancare la fonte di entrate future. Ho cercato inutilmente finanziamenti presso le banche e di trovare un socio con nuovi capitali.”

R.M. ha replicato: “Non capisco neppure perché sono imputato in questo processo. Non potevo di certo portare via i contratti perché si basavano su delibere della Giunta comunale. Finché sono stato in azienda la ditta di leasing è stata regolarmente pagata, poi non ne ho più saputo nulla”. Il pm Annamaria Clemente ha chiesto per entrambi 7 mesi di reclusione: “Erano a conoscenza dell’inadempienza, non si può giocare allo scaricabarile”.

Il Comune di Saluzzo si è associato alla richiesta di condanna: “Hanno fatto venire meno il servizio senza neppure avvertire che c’erano problemi”. Il processo è stato rinviato a novembre per le arringhe difensive e la sentenza.

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